7° - Mansilla de las Mulas
Partenza alle 8 in punto. Dopo 6 km, mi aspetta un'ottima colazione a Carrion de los Condes, in un bar dove un anziano pellegrino fissa a modo suo i ricordi sulla carta: guardandosi attorno con guizzanti sguardi seri ed accigliati produce rapidamente su un quaderno numerosi disegni a penna biro che hanno un qualcosa di inquietante per lo stile che è un mix di cubista, surrealista e naif. Non mi azzardo a sbirciare da vicino, perché un astante che ci ha provato è stato fulminato con un'occhiata affilata.
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Fra Carrion de Los Condes e Calzadilla de La Cueza, sull'antica Via Aquitana. |
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I resti dei muri di fango, relativamente recenti, di Calzadilla de La Cueza. |
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In queste lande fertili ma desolate si fa sentire forte il rimpianto della frescura dei boschi pirenaici. |
Uno dei due parla discretamente l'italiano e lo rassicuro, ma visto che ci sono, mi faccio applicare un bendaggio con antinfiammatorio sul ginocchio sinistro che da stamattina mi sta dando un po' fastidio.
Mentre agiscono, mi spiegano che fanno la spola continua in questo "tramo" di strada fra Carrion de los Condes e Sahagun perché lungo il percorso non ci sono punti fissi di assistenza medica al pellegrino.
Chiedo un rimedio per i dolori al fondoschiena ma mi “rassicurano” a loro volta prontamente: passeranno a breve, all'arrivo a Santiago...
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Sahagun. La Puerta de Sahagun. |
È ora di ripartire, anche perché il cielo si fa minaccioso e il meteo per la zona, già da stamattina non prometteva niente di buono. Cercherò di arrivare a Puente Villarente. Vado. Si, ma dove, vado!? C'erano tutti i presupposti per arrivare a Puente Villarente in tempo più che utile ma poi l'incidente di percorso è arrivato all'ingresso di Sahagun: e me ne accorgo solo adesso. Una pinchada da vetro che durante la pausa spuntino mi ha mandato a terra la ruota anteriore; ma del resto una foratura è proprio il minimo, e poi, capita a tutti (per me è stata l'unica di tutto il Camino). Dieci o quindici minuti, si cambia la camera d'aria e si può ripartire, no?...No!
Nelle mie ruote, prima di iniziare il viaggio ho fatto montare delle fasce in kevlar antiforatura per le spine. Poiché non ho assistito al montaggio, ora, smontando, non saprei come rimontarle. Pazienza, torno all'officina di biciclette, faccio fare la sostituzione e assisto, così se ricapita so come si fa. C'è solo un problema: sono le 14 e l'officina riapre alle 17:30. Non mi resta che attendere. Che iella! Ma chi l'ha detto? Capita che a volte il destino ci venga a trovare sotto mentite spoglie. In questo caso ho atteso la riapertura dell'officina in compagnia di un gruppo di sette bicigrinos valenciani partiti da Burgos (anche loro in attesa per manutenzioni) con i quali è stato facile fare amicizia e arrivare insieme fino a Santiago!
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Sosta a Mansilla de Las Mulas con i nuovi amici Valenciani. |