12° - Palas de Rei -> Santiago de Compostela

Tappa molto ondulata ma con tendenza in leggera discesa. Si passa infatti da quota 550 metri di Palas de Rei ai 250 circa di Santiago de Compostela.
La tappa più felice perché finalmente la meta è raggiunta.
Ma contemporaneamente la più triste perché oggi finisce il “sogno”.

Si parte tutti insieme, poi mi stacco ancora una volta dal gruppo con l'intesa di ritrovarci più tardi, prima di entrare a Santiago.

La meta si fa vicina. Ma la strada non accenna a dare tregua. Le asperità del terreno mettono a dura prova la fantasia. E le gambe.


Il sentiero oggi, specie negli ultimi 30 km, è così affollato che la campagna e il bosco risuonano delle voci dei pellegrini che sembrano non seguire il percorso ma piuttosto segnarlo con le loro figure che avanzano in carovana, chi a piedi, chi in bici.

L'andare per il sentiero è mille volte più “più” della carretera. Alcune emozioni si possono fermare con una foto o un filmato, altre possono essere vissute solo in quel momento: verso metà mattinata, all'uscita da Melide ho attraversato un bosco di eucalipti e felci dal profumo inebriante. Un'esperienza di pochi minuti che purtroppo nessuna tecnologia attuale è in grado di riprodurre a piacimento come per leggere queste righe.

Nei pressi di Melide. Sentiero nel bosco. Riuscite a sentire il profumo degli eucalipti? No? Andate a deliziarvene sul posto!

Sono quasi le cinque del pomeriggio quando imbocco la pista sterrata che costeggia l'autostrada verso Santiago de Compostela.

La stele in altorilievo raffigurante i simboli della conchiglia, il bordone, e la scritta “Santiago” mi confonde un po': secondo i miei conti (e quelli dell'amico Garmin) la meta dovrebbe distare ancora una quindicina di chilometri.

E in effetti, così è.

La stele "illusoria". Mancano ancora quindici chilometri.

Dopo poche centinaia di metri la pista sterrata si discosta dall'autostrada e si collega ad una vecchia e stretta carrettera che ormai è diventata appannaggio esclusivo dei pellegrini. Dopo aver attraversato la zona limitrofa all'aeroporto, sorvolata dagli aerei in partenza e in arrivo, sono ormai in vista del Monte do Gozo.

Poco prima delle sei, proprio mentre mi accosto al monumento in bronzo e acciaio di Monte do Gozo, scorgo i miei sette amici che stanno appena scendendo di sella. Ogni reincontro è una festa. Ci scambiamo qualche impressione sulla tappa, ci rifocilliamo e riposiamo qualche minuto. Questa è l'ultima occasione per appartarci ognuno con i suoi pensieri mentre scrutiamo l'orizzonte a valle.

Monte do Gozo (=Colle della gioia). Gioia per l'arrivo al Santo, ma anche tristezza per la fine di un "sogno".

Ormai è fatta! Da qui si vedono le guglie più alte delle chiese di Santiago de Compostela.

Pochi chilometri di discesa e raggiungeremo la meta che fino a pochi giorni fa pareva irraggiungibile.

Ma l'euforia con cui scattiamo qualche foto ai piedi del monumento prima di ripartire, è solo il tentativo malriuscito di mascherare il dispiacere della fine prossima di una storia indimenticabile.

Si và.
Ci siamo tutti.
Bernat, il leader. Javi, il saggio. Josè, il gregario. Rafa, l'artista. Salva, il reporter. Sifre, el chico. Voro, l'atleta. … e Marco, l'Italiano.

Santiago de Compostela. Praza de Obradoiro. Sette peregrinos valencianos e un pellegrino nuorese.

Siamo arrivati!!! Verso le sei e mezza siamo entrati compatti e radiosi a Santiago de Compostela. Per la verità non con lo spirito dei pellegrini, ma piuttosto con quello goliardico di un gruppo di amici un po' scanzonato.

Santiago de Compostela. La cattedrale.

Abbiamo festeggiato con lazzi e abbracci davanti alla cattedrale immortalando il momento e rendendo partecipi per telefono i nostri cari senza riuscire a trattenere la commozione.

Comunque queste pagine devono essere e restano solo un promemoria tecnico-cronologico; la parte spirituale, anche con la scarsa memoria che mi ritrovo, resterà solo nel mio cuore. Indelebile fino a che il tempo vorrà.

Sono partito da casa per questo ...viaggio... perché... non so. Forse perché dovevo, ma l'ho scoperto solo adesso.

Non sono partito per fare un pellegrinaggio, ma da quando ho iniziato ad allontanarmi da casa, lo è diventato. E nel mio spirito spero che non finisca mai.

Spero un giorno di poter ripercorrere lo stesso Camino con la gioia della mia vita. Barbara.

---------- Questa è l'ultima pagina delle tappe. ----------



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